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venerdì 5 luglio 2013

Santa Maria Maddalena - Villamar

Santa Maria Maddalena (Villamar)
di Sergio Sailis

ruderi della chiesa di Santa Maria Maddalena a Villamar
Il controverso documento noto come la “Donazione della Trexenta” nel descrivere i confini della Curatoria trexentese oltre a citare numerosi toponimi ancora oggi esistenti fa riferimento anche alla chiesa di Santa Maria Maddalena in agro di Villamar.
Di questa chiesa purtroppo oggi rimangono solo alcuni ruderi, che permettono comunque di ricostruirne la pianta, ed alcuni pilastri decorati. 





uno dei pilastri ancora in situ




Il passo del documento citato è il seguente:
“… et daynni (dalla località Pardo Sorco ) deretu infini a Corona de Gerey , et daynnj deretu ad sa adaedada de Sancta Maria Magdalena, et innij lassat sos saltos dessa villa de Fortey, et torrat a su saltu de Mara Arbarey dessa perda lada de Sancta Maria Magdalena,




particolare del pilastro
daynni, serra serra infìnis a Sida Longa , et innij lassat sos saltus dessa villa de Segariu, et comenzat su saltu dessa villa de Carrarza dessa Incontrada de Trexenta cum sa dita villa de Mara Arbarey; …”



mercoledì 9 novembre 2011

CUCCURU DE CASTEDDU (Villamar)

(cliccare per ingrandire)
 



CUCCURU DE CASTEDDU (Villamar) 
di Sergio Sailis

Tra i molti studiosi che si sono interessati alla storia della Sardegna, ed in modo particolare delle sue fortificazioni, pochi, anche nei secoli passati, hanno trattato di questo fortilizio, ormai quasi completamente distrutto, situato in prossimità di quello che era l’antico confine tra il Giudicato di Cagliari e quello di Arborea. 

Localizzazione:

I.G.M.: Foglio 539 sezione II – Villamar, scala 1:25.000


 
 
 Provenendo da Guasila lungo la S.P. n. 35 Guasila – Villanovafranca all’incrocio con la S.P. 42 Gesico –Villamar si svolta a sinistra in direzione Villamar e dopo circa 2 km sulla destra, a circa 500 metri dalla carreggiata, si nota la sagoma inconfondibile della collina, un ripido mammellone molto simile a quello ben più famoso di Las Plassas anch’esso fortificato; sulla sommità dell’altura sono ancora visibili i ruderi della fortificazione che da una certa distanza possono essere scambiati per formazioni rocciose naturali.