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martedì 21 maggio 2013

Chiesa Beata Vergine Maria di Cixi

Chiesa Beata Vergine Maria di Cixi

(scheda sul villaggio: Cisci)
di Sergio Sailis

La chiesa della Beata Vergine Maria del villaggio scomparso di Cixi (oggi in territorio di Suelli e forse meglio nota come chiesa dei SS. Cosma e Damiano), nel corso della sua esistenza ha subito numerosi interventi di riparazioni e ristrutturazioni.



 

Uno di questi interventi venne promosso sul finire del ‘400 dall’arcivescovo di Cagliari Gabriel Serra tramite il proprio vicario generale Ioannes Fortesa.
Nel documento che segue (1) i fedeli vengono invitati a compiere opere di carità e si ordina agli ecclesiastici dell’arcivescovado di Cagliari di pubblicare la lettera con cui si richiede di raccogliere elemosine da destinare al pagamento della ristrutturazione della chiesa di Cixi; i fedeli venivano ricompensati con 40 giorni di indulgenza.
 
(1) Archivio di Stato di Cagliari, Archivi notarili, Ufficio dell'Insinuazione, Atti originali sciolti, Barbens Andrea, 51/15, (Castello di Cagliari 18 giugno 1483).


mercoledì 2 novembre 2011

CIXI (Suelli)

(cliccare sull'immagine per ingrandire)

CIXI 
di Sergio Sailis

Nomi alternativi:
Sigii, Sitgi 

Descrizione e localizzazione geografica:
I.G.M.: Foglio 548 sezione IV – Senorbì, scala 1:25.000 

Il villaggio sorgeva circa 900 metri a sud ovest di Suelli su un pianoro che proprio in quel punto degrada bruscamente nella valle del Rio Cixi.

La zona risulta frequentata sin dal periodo pre-nuragico infatti poco distante a circa 1,5 km a sud ovest, in località “Turriga” in agro di Selegas, è stata rinvenuta la famosa statuetta della dea madre erroneamente citata in letteratura come proveniente da Senorbì.

Interno del pozzo nuragico di Cixi
Attualmente parte della zona in cui sorgeva il villaggio medioevale è adibita a parco comunale dove si possono ammirare degli splendidi ulivi secolari. Dell’antico insediamento ci rimane una chiesa, intitolata all’Assunta ma comunemente nota come SS. Cosma e Damiano, che venne realizzata probabilmente sui resti di un nuraghe; poco distante dallo stessa, a circa 70 metri, è presente un pozzo nuragico, già citato dal Taramelli agli inizi del ‘900, del quale si era persa l’esatta ubicazione ma che è venuto nuovamente alla luce in tempi recenti a seguito di lavori per l’adduzione della rete idrica agli edifici di servizio al parco.