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martedì 8 maggio 2012

Chiano di Massa

CHIANO (Chianni)
Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 24 (1980)
di Evandro Putzulu
CHIANO (Chianni). - Appartenne certamente alla famiglia dei marchesi di Massa, la casata pisana che si era insediata, verso la fine del XII sec., sul trono giudicale di Cagliari. Non si conosce però l'esatto vincolo di parentela che lo legò alla famiglia, essendo una mera supposizione del Besta che fosse figlio di Guglielmo (II) di Massa, suo predecessore nel giudicato; oltre tutto, tra l'ultima citazione di Guglielmo (II) e la prima di Chiano intercorre nelle fonti un lungo periodo di silenzio.
Di certo sappiamo che la madre - di cui peraltro non si conosce il nome - fu una de Serra della famiglia giudicale arborense, che il Chiano non prese moglie e morì senza figli. Non si sa quando e dove nacque e in quale anno salì sul trono.
La più antica notizia su di lui è del 1254; in quell'anno era già giudice di Cagliari, giudice solo di nome poiché di fatto, da un quarantennio circa, nel giudicato spadroneggiavano Pisa e le potenti famiglie pisane dei Visconti, dei Gherardesca e dei Capraia che miravano a sostituire i Massa sul trono di Cagliari o quantomeno a costituirsi un proprio dominio nella regione.

martedì 10 aprile 2012

Benedetta di Massa

BENEDETTA di Massa
Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 8 (1966)
di Francesco Artizzu

BENEDETTA di Massa. - Nata intorno al 1194 da Guglielmo, marchese di Massa e giudice cagliaritano, e da Adelasia, figlia del marchese Moroello Malaspina, in quanto primogenita successe al padre, morto nel gennaio o febbraio del 1214 senza eredi maschi (altre figlie di lui furono Agnese e Preziosa).
La sua ascesa al trono giudicale fu certo legittima, conforme cioè alle consuetudini che in Sardegna regolavano la successione. Benedetta fu consacrata intorno al 1214 dall'arcivescovo cagliaritano Rico, alla presenza del l'alto clero e dei maggiorenti dei giudicato e all'atto di tale consacrazione giurò tra l'altro di non alienare né diminuire il territorio del giudicato, di non cederne i castelli e di non allearsi a gente straniera senza il consenso dei maggiorenti.
Prima del 14 luglio 1214 Benedetta si univa in matrimonio a Barisone d'arborea, figlio del giudice Pietro, che all'epoca delle guerre tra il Cagliaritano e l'Arborea era stato sconfitto e imprigionato dal padre di lei; scopo del matrimonio era porre fine alle lotte che duravano fra i discendenti di Barisone de Serra, avo del marito di Benedetta, e del marchese Guglielmo. Unitamente al marito, a cui Benedetta comunicò con il matrimonio i diritti sovrani e che assunse negli atti pubblici e principalmente in quelli redatti in volgare il nome dinastico di Torchitorio, tipico dei giudici cagliaritani (Solmi, Studi..., pp. 147 s.), ella prestava atto di omaggio alla Chiesa romana riconoscendo i diritti della Santa Sede sulla Sardegna e sul giudicato.

lunedì 2 aprile 2012

Guglielmo di Massa (Salusio IV) Giudice di Cagliari

GUGLIELMO di Massa
Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 61 (2004)
di Mauro Ronzani
GUGLIELMO di Massa. - Nacque probabilmente intorno al 1160, ignoriamo dove; si ritiene che suo padre fosse Oberto, figlio del marchese Alberto Corso (e fratello del marchese Guglielmo), e che la madre, Giorgia, fosse figlia del giudice di Cagliari Costantino (II), attestato in tale veste fra il 1130 e il 1163.
Nulla di lui è documentato prima della sua ascesa sul trono giudicale di Cagliari (1187), ma il fatto stesso che egli raggiungesse (e mantenesse per un venticinquennio) tale posizione induce ad accettare l'idea che non fosse privo di un titolo di legittimità, quale solo la madre avrebbe potuto fornirgli.
La famiglia paterna, di ceppo obertengo, detentrice di diritti signorili a Massa Lunense sin dal sec. XI, era riuscita a impiantare solide basi di potere anche in Corsica. Alberto Corso, figlio di Oberto Brattaporrata, rimase legato alla sede arcivescovile e alla città di Pisa, pur senza rinunciare ad ambizioni d'espansione nel Tirreno; ciò permetterebbe di spiegare il matrimonio di uno dei suoi due figli (l'Oberto sul quale non sappiamo peraltro quasi nulla) con una figlia del giudice Costantino, notoriamente assai legato a Pisa.

mercoledì 14 marzo 2012

Costantino II (Salusio III) Giudice di Cagliari

Costantino II (Gostantini, Gosantine, Goantine) Giudice di Cagliari
Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 30 (1984)
di Evandro Putzulu
 
Costantino (Gostantini, Gosantine, Goantine) di Cagliari. - Secondo di questo nome, figlio unico di Mariano Torchitorio, giudice di Cagliari (c. 1107 - c. 1121), nacque nei primi anni del secolo XII, e, come era uso, fu associato al trono sin dalla prima giovinezza. Non sappiamo esattamente, per il silenzio delle fonti a noi note, quando cominciò a regnare da solo; questo avvenimento deve porsi tuttavia in un periodo di tempo di poco anteriore al 1130, perché il 13 febbraio di quell'anno Costantino rilasciò all'Opera di S. Maria in Pisa un documento nel quale, intitolandosi per la prima volta "iudex Caralitanus", confermava una donazione di quattro corti fatta dal padre. Conferme del genere venivano di solito accordate, infatti, dai giudici agli inizi del loro governo. Anch'egli, come il nonno, assunse l'appellativo di Salusio de Lacon, secondo l'antica consuetudine per la quale sul trono di Cagliari dovevano sedere alternativamente un Torchitorio de Ugunali ed un Salusio de Lacon. In alcuni documenti egli si intitola "de Pluminus", dal nome della località in cui i giudici di Cagliari avevano stabilito la loro residenza, quando la popolazione aveva abbandonato il luogo dell'antica città, devastata dalle incursioni saracene, per ritirarsi dietro la cintura di stagni, che permetteva una più facile difesa.

martedì 6 marzo 2012

Mariano II (Torchitorio II) Giudice di Cagliari

MARIANO Torchitorio di Lacon Gunale Giudice di Cagliari
Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 70 (2007)
di Barbara Fois
MARIANO Torchitorio di Lacon Gunale. – Giudice di Cagliari (Calari), secondo di questo nome, nacque presumibilmente verso gli anni Settanta dell’XI secolo dal giudice Costantino Salusio e da Giorgia di Lacon. Compare per la prima volta in un documento datato 30 giugno 1089 (o 1087 secondo Besta, 1905) insieme con il padre, la madre, la nonna Vera e altri parenti. Il documento è una conferma di alcune donazioni fatte da suo nonno giudice Orzocco (Arzocco, Arzo) Torchitorio con la moglie Vera ai monaci vittorini di Marsiglia. Compare insieme con il padre anche nell’atto di fondazione del monastero di S. Saturno (Saturnino) a Cagliari, sempre del 1089, e si firma «Marianus iudex et rex», il che significa che era già stato associato al governo del Giudicato ed era in grado di firmare (Codex diplomaticus Sardiniae [= CDS], doc. XVI, sec. XI, pp. 160 s.; doc. XVII, sec. XI, pp. 161 s.). Non è noto a che età un figlio potesse essere associato al trono, ma è certo che dovesse avere almeno 14 anni, età in cui in alcuni Stati si veniva considerati fuori della minorità, si poteva prestare servizio militare ed essere testimoni in atti di natura giuridica.


martedì 6 dicembre 2011

Costantino I (Salusio II) Giudice di Cagliari

COSTANTINO (Cosantine, Goantine) di Cagliari
Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 30 (1984)
di Evandro Putzulu
COSTANTINO (Cosantine, Goantine) di Cagliari. - Nacque in data non esattamente precisabile da Orzocco Torchitorio giudice di Cagliari - il primo, sul quale ci siano giunte notizie storiche sicure - e dalla sua consorte Vera.
Secondo l'antica tradizione, per la quale sul trono di Cagliari dovevano sedere alternativamente un Torchitorio de Ugunale ed un Salusio de Lacon, Costantino, quando successe al padre, assunse l'appellativo di Salusio di Lacon, con cui compare in genere negli atti pubblici.
Non sappiamo esattamente quando Costantino succedette al padre, come unico sovrano; tale evento si può tuttavia ritenere avvenuto poco prima della metà del 1089, perché del 30 giugno di quell'anno è un documento solenne in cui Costantino, intitolandosi "rex et iudex Caralitanus", conferma il diploma con il quale i genitori avevano concesso ai benedettini dell'abbazia di S. Vittore di Marsiglia le chiese di S. Giorgio di Decimo e di S. Genesio di Uta: conferme del genere venivano infatti accordate dai giudici poco dopo la loro ascesa al trono. Sappiamo tuttavia che Costantino era stato sin da giovane associato al potere dal padre, e che con questo aveva diretto il giudicato in un momento particolarmente difficile della sua storia, quando si profilava il conflitto fra Pisa, Genova e la Sede apostolica per l'egemonia politica ed economica sull'isola, da poco riapertasi ai contatti ed ai commerci con il continente. La Sede apostolica, all'epoca del pontificato di Gregorio VII, aveva proclamato la sua alta sovranità sulla Sardegna; aveva anche accusato i giudici ed i presuli sardi di essersi separati dalla comunione della Chiesa e di essersi sottratti all'autorità della Sede apostolica.