mercoledì 12 giugno 2013

Eximén Perez Cornel signore di Sisini

Eximén Perez Cornel signore di Sisini
di Antonio Forci *
 
Eximén Perez Cornel, barone di Alfajarin, apparteneva a illustre e nobile famiglia di ricos hombres d’Aragona discendente secondo la tradizione da Fortún Garcés de Biel, signore di Huesca agli inizi del secolo XII: questi fu il primo ad adottare l’appellativo di Cornel e lo scudo d’oro con cinque cornacchie di nero che diverrà proprio del casato[1].
Figlio dei nobili Pedro Cornel [III], maggiordomo reale nonché
procuratore generale del regno d’Aragona, e Urraca Artal de Luna, Eximén Perez Cornel sposò Violant de Pallars sorella della contessa Sibilla de Pallars dalla quale, secondo il cronista Zurita, ebbe tre figli maschi: Tomás, Pedro e Ramon[2]. Assieme a quest’ultimo seguì l’infante Alfonso nella spedizione alla conquista della Sardegna[3] ove ottenne la castellania del castello Orguglioso e le ville di Armungia e Ballao, site nella curatoria di Galilla (alias Gerrei), e di Serri, Sisini e Sarasi nella curatoria di Siurgus, concessegli in feudo secondo il costume d’Italia e col servizio di cinque cavalli armati[4]. Alla prestazione militare particolarmente onerosa si aggiungeva da parte dell’infante la riserva del mero e misto imperio, anche se poi il servizio in cavalli armati fu ridotto da cinque ad uno solamente con la facoltà, per il feudatario, di esercitare il misto imperio[5].
Il motivo per cui il Cornel è stato incluso tra i protagonisti della prima feudalizzazione della Trexenta risiede nel fatto che il centro di Sisini, storicamente appartenente alla curatoria di Siurgus e comune autonomo sino al 1927, è oggi frazione del comune di Senorbì di cui costituisce l’estrema parte settentrionale[6]. All’epoca dell’infeudazione confinava ad est con la scomparsa villa di Sarasi, il cui territorio è oggi compreso nei limiti meridionali del comune di Siurgus Donigala, mentre non vi era continuità territoriale con la villa di Serri, situata circa 20 km più a nord.
Col tempo Eximén Perez Cornel ampliò il suo patrimonio feudale in Sardegna comprando da Francesc de Berga, figlio ed erede universale di Lorenç de Berga, tutte le altre ville della curatoria di Galilla: villam de Pauli, Castanie, Espadiano, Ciuro, Canyes, Noraix, villam novam de Scala de Plano, Lantina, villam de Saltu, Sorlongo e Sassarra, cioè Sassai[7] nel cui territorio era situato il castello Orguglioso[8]. Successivamente comprò da Guillem Serra le ville di Orroli e Goni, site nella curatoria di Siurgus, e il diritto che questi possedeva sulle ville di Arco e Arixi, site nella curatoria di Trexenta[9]. Queste due ultime ville, originariamente infeudate al Serra, erano state cedute a Pisa dopo la pace conclusa tra la Corona d’Aragona e il comune toscano, e il primitivo feudatario si era visto riconoscere il diritto a nuovi possessi che uniti a quelli di Goni e Orroli raggiungessero la rendita annua di 5000 soldi di genovini.
Ottene anche una donazione di 3000 soldi di alfonsini sopra i redditi annui di qualsiasi villa della Sardegna, in virtù della quale acquisì i beni del defunto scutifero e capitano di Gallura Miguel Martinez de Pueyo.
Morto senza figli alla fine del 1330 nominò suo erede universale il nipote Ramon Cornel[10] che in deroga alla norma che prevedeva la trasmissione dei feudi esclusivamente tra padre e figlio gli successe nel possesso delle ville sunnominate[11] e nella carica di castellano del castello Orguglioso[12].
Nel 1332 Ramon Cornel cedette le ville di Orroli e Goni e il diritto su quelle di Arco e Arixi a Guillem Serra[13], mentre vendette il resto dei possedimenti che furono dello zio Ximene Perez, compresa la villa di Sisini, al governatore di Sardegna Ramon de Cardona[14] del quale aveva sposato la figlia Beatrice[15].
Quando nel 1335 tutti i feudatari del regno di Sardegna vennero chiamati a prestare il loro aiuto nella guerra contro i Doria, il governatore Cardona risulta possedere, oltre a molteplici ville nelle curatorie di Galilla, Nuraminis e Gallura, anche quelle di «Serri, Sinesi et Serassi» nella curatoria di Siurgus[16].
Morto Ramon de Cardona, nel 1338 Ramon Cornel, a nome delle figlie ed eredi Beatriu sua consorte, Elionor, moglie di Huguet de Cervellon, ed Elisabet, badessa del monastero di Santa Chiara de Coimbra, prestò giuramento di fedeltà e omaggio al nuovo re Pietro IV per le ville di Armungia e Ballao, site nella curatoria di Galilla, di Serri, Sisini e Sarasi site nella curatoria di Siurgus e per altre site nelle curatorie di Nuraminis e Romangia[17].
Le figlie di Ramon de Cardona non presero mai possesso effettivo dei feudi sardi ereditati dal padre e per eludere l’obbligo di residenza nell’isola decisero nel 1340 di darli in arrendamento a Ramon Çavall, indennizzando la Corona con oltre 1000 libbre di alfonsini per la mancata prestazione del servizio militare[18]. Il contratto aveva una validità di dodici anni dopo di che le ville di Armungia, Ballao e Sisini rientrarono in possesso del regio fisco se Pietro IV potè disporne nell’agosto del 1355 per infeudarle, con altri luoghi del Gerrei, a Ramon Zatrilla (o de Trilea o Çatrilla)[19].
 
 
* Antonio FORCI, Feudi e feudatari in Trexenta (Sardegna meridionale) agli esordi della dominazione catalano-aragonese (1324-1326), in “Sardinia. A Mediterranean Crossroads. 12th Annual Mediterranean Studies Congress (Cagliari, 27-30 maggio 2009)” a cura di Olivetta Schena e Luciano Gallinari, ora in “RiMe. Rivista dell’Istituto di Storia dell’Europa Mediterranea”, n. 4, giugno 2010, Cagliari 2010.


[1] Cfr. Gregorio GARCÍA CIPRÉS, Los Cornel, in “Linajes de Aragón”, VII, 6, 1916, pp. 101-105.
[2] Cfr. J. Zurita, Anales de Aragón cit., libro V, cap. XXIX.
[3] Ibidem, libro VI, cap. XLIII.
[4] ACA, Real Cancillería, reg. 398, f. 29r-v. La nomina ad alcaide o castellano del castello Orguglioso fu confermata nel luglio del 1326: ACA, Real Cancillería, reg. 401, f. 73v.
[5] ACA, Real Cancillería, reg. 401, ff. 51r-52v (1326 giugno 27, Balaguer).
[6] Cfr. Antioco PISEDDU, Senorbì, note per una storia, Zonza Editori, Cagliari, 2001, p. 170.
[7] ACA, Real Cancillería, reg. 403, f. 212r-v.
[8] Segnato nelle carte topografiche e comunemente noto col nome di Castello di Sassai, in territorio comunale di Silius: cfr. Foiso FOIS, Castelli della Sardegna medioevale, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo, 1992, pp. 20-21, 75-77.
[9] ACA., Real Cancillería, reg. 511, ff. 45v-46r.
[10] Da una carta conservata in ACA, Real Cancillería, reg. 512, f. 283v, (1331 novembre 29, Valenza) si evince che Eximén Perez Cornel era «patruus», cioè zio paterno, di Ramon Cornel. Questi non è da confondere pertanto con l’omonimo cugino, evidentemente premorto al padre.
[11] ACA, Real Cancillería, reg. 511, ff. 50v-51r (1330 dicembre 22, Valenza); Jerónimo ZURITA, Anales de Aragón cit., libro VII, cap. XVI.
[12] ACA, Real Cancillería, reg. 511, f. 51r-v (1330 dicembre 21, Valenza).
[13] ACA, Real Cancillería, reg. 511, f. 31v (1332 gennaio 19, Valenza).
[14] ACA, Real Cancillería, reg. 514, f. 261v. (1332 ottobre 15, Valenza).
[15] ACA, Real Cancillería, reg. 512, ff. 160v-161r (1331 luglio 16, Barcellona).
[16] ACA, Real Cancillería, reg. 518, f. 170v.
[17] Cfr. Giuseppe SPIGA, Feudi e feudatari nel regnum Sardiniae et Corsicae fra il 1336 e il 1338, in La Corona d’Aragona in Italia (secc. XIII-XVIII), Atti del XIV Congresso di Storia della Corona d’Aragona, vol. II/2, Sassari 1995, pp. 874-875; Maria Teresa FERRER I MALLOL, Ramon de Cardona: capità general de l’exèrcit güelf i governador de Sardenya (†1338), in Paolo MANINCHEDDA (ed.), La Sardegna e la presenza catalana nel Mediterraneo, Atti del VI congresso (III Internazionale) dell’Associazione Italiana di Studi Catalani (Cagliari 11-15 ottobre 1995), Cagliari 1998, vol. I, p. 81.
[18] Cfr. Maria Teresa FERRER I MALLOL, Ramon de Cardona: capità general de l’exèrcit güelf i governador de Sardenya (†1338) cit., p. 82.
[19] ASC, Pergamene, Museo Ris. 602/02 (1355 agosto 19, Castello di Cagliari).

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