1263, la visita pastorale
Federico Visconti
di Sergio Sailis
753 anni orsono, il 30 marzo 1263, nel porto di Civita (l’attuale Olbia) con grande sfarzo e seguito sbarcava Federico Visconti, Arcivescovo di Pisa e primate di Sardegna; viene accolto dal Giudice di Gallura Giovanni Visconti, suo nipote, e dal vescovo di Civita; il presule pisano dava così inizio alla sua Visitatio Sardinee – della quale ci lascerà un ampio resoconto – e nella quale, oltre a dedicarsi alla “cura animarum” dell’isola non disdegnò argomenti più squisitamente politici.
di Sergio Sailis
753 anni orsono, il 30 marzo 1263, nel porto di Civita (l’attuale Olbia) con grande sfarzo e seguito sbarcava Federico Visconti, Arcivescovo di Pisa e primate di Sardegna; viene accolto dal Giudice di Gallura Giovanni Visconti, suo nipote, e dal vescovo di Civita; il presule pisano dava così inizio alla sua Visitatio Sardinee – della quale ci lascerà un ampio resoconto – e nella quale, oltre a dedicarsi alla “cura animarum” dell’isola non disdegnò argomenti più squisitamente politici.
Il suo intento iniziale infatti era
quello di visitare le diocesi suffraganee di Massa e, in Sardegna, di Civita e
Galtellì - direttamente dipendenti dall’arcivescovato di Pisa - ma, anche per
effetto delle richieste effettuate da Comune di Pisa, estese la visita anche
alle altre diocesi isolane nella sua veste di legato pontificio in modo da rinsaldare
l’influenza pisana nell’isola dove ormai il Comune aveva il predominio essendo
il Giudicato di Gallura in mano a Giovanni Visconti, quello d’Arborea in quelle
di Guglielmo di Capraia, quello di Cagliari - ormai smembrato – era in mano a
questi ultimi e ai Donoratico; quello più problematico in qualche modo restava
il Giudicato di Torres dove la situazione politica era invece molto più fluida data
la presenza di diversi attori che si contendevano la leadership nonchè per l’ostilità
del Vescovo turritano Prospero che non riconosceva la supremazia di Federico
Visconti e con il quale aveva avuto dei dissapori già in precedenza.
Il 2 aprile il Visconti si recò in
visita alla Diocesi di Galtellì sbarcando nel porto di Santa Lucia. Da qui
sempre via mare raggiunse Cagliari dove sbarcò il giorno 8 e il giorno
successivo ricevette l’omaggio (non solo figurato ma anche quello monetario ben
più tangibile) dei vescovi suffraganei di Sulci, Dolia e Suelli ma non quello
dell’arcivescovo Ugone che invece era stranamente assente dalla città essendosi
recato a Roma quasi in concomitanza con l’arrivo del prelato toscano.
Durante la sua permanenza a
Cagliari peraltro gli venne comunicata la volontà di papa Urbano IV di non
riconoscergli i diritti di legazia sull’isola probabilmente a causa dell’appoggio
pisano alla parte ghibellina nelle lotte con i guelfi.
Comunque sia, incurante delle
lettere papali, dopo avere ricevuto adeguata scorta armata e cavalli per il suo
seguito, il prelato, lasciata Cagliari, si dirige verso settentrione raggiungendo
Nuraminis il 6 maggio e Sanluri il giorno successivo. Il giorno 8 sosta invece a
Terralba dove incontra l’arcivescovo d’Arborea e due giorni dopo si trova ad
Oristano dove soggiorna nel palazzo giudicale. In città non potè però
incontrare il Giudice in quanto si trovava impegnato nell’assedio del castello
di Goceano. Il Visconti pertanto decide di andare incontro al Giudice e il 17
maggio lo troviamo a Bonarcado e il giorno successivo a Olmetum sulla strada
per Ottana dove, assieme ai vescovi di Sulci, di Terralba, di Santa Giusta e di
Bosa, riuscirà finalmente ad incontrare Guglielmo di Capraia ma non il vescovo
di Ottana in quanto la sede era vacante.
Accomiatatosi dal Giudice e archiviata
la possibilità di visitare la diocesi di Torres per via della guerra in corso decide
di rientrare a Cagliari e si dirige a Santa Giusta quindi nuovamente a Terralba
e successivamente ad Ales. Sempre sulla via del ritorno, dopo essersi fermato a
Furtei, attraversando la Trexenta raggiunge Suelli e poi Dolia per recarsi a
Cagliari dove l’aspettava la nave pronta per il definitivo rientro a Pisa e s’imbarcò
il 17 giugno, non prima di toccare nuovamente la diocesi di Galtellì, raggiungendo
il porto toscano il 25 di giugno.
Bibliografia di riferimento:
Raimondo TURTAS, La cura animarum
in Sardegna tra la seconda metà del sec. XI e la seconda metà del XIII. Da
Alessandro II, 1061-1073, alla visita di Federico Visconti, marzo-giugno 1263,
in "Theologica & Historica. Annali della Pontificia Facoltà teologica
della Sardegna", n. XV – 2006. Cfr. Raimondo Turtas in Eukosmia: studi
miscellanei per il 75° di Vincenzo Poggi S.J. (a cura di Vincenzo Ruggieri,
Luca Pieralli)
Simonetta SITZIA, Congregavimus
totum clerum et visitavimus eum. Le visite pastorali in Sardegna, dal Medioevo
all'età moderna. Approcci metodologici per l'utilizzo delle fonti visitali
sarde.
Felice Antonio MATTEI, Ecclesia
Pisanae Historia, Lucca 1772, tomo II.
Pasquale TOLA, Codex diplomaticus
Sardiniae tomo I, ristampa edizione Torino 1861, Roma 1984.
Franco Cardini, CAPRAIA,
Guglielmo da, Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 19 (1976)
Roberto LAI, La Diocesi medievale
di Ottana e la cronotassi dei suoi vescovi(1065-1503), Cagliari 2013.
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